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Niente di nuovo sul fronte occidentale

niente di nuovo sul fronte occidentale locandinaTitolo originale: Im Westen nichts Neues

Regia: Edward Berger

Sceneggiatura: Edward Berger, Lesley Paterson, Ian Stokell

Cast: Felix Kammerer, Albrecht Schuch, Daniel Brühl

Musiche: Volker Bertelmann

Produzione: Germania, USA, Regno Unito 2022

Genere: Guerra

Durata: 158 minuti

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felix kammerer  niente di nuovo sul fronte occidentale  prima guerra mondiale trincea

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Novembre 1918. La Prima Guerra Mondiale volge al termine ma per la Germania la sconfitta non è accettabile. Le giovani reclute, desiderose di servire il Paese, raggiungono le trincee in Francia. Neanche maggiorenne, Paul Bäumer (Felix Kammerer) si arruola all’insaputa della famiglia insieme agli amici di sempre, venendo inviato al fronte occidentale, laddove i soldati muoiono a centinaia conquistando pochi metri di nuda terra. Non sarà un’impresa eroica ma un’esperienza terrificante che sfocierà in massacro.

Recensione

Dopo il televisivo Niente di nuovo sul fronte occidentale (Delbert Mann, 1979), l’omonimo film diretto da Edward Berger si pone nella cronologia di genere quale secondo remake di All’ovest niente di nuovo (Lewis Milestone, 1930) e terzo tentativo di trasposizione del romanzo storico scritto nel 1928 da Erich Maria Remarque, bestseller tradotto in 44 lingue.

Fra le tre versioni è certamente la più cruda e cruenta ma anche la più spettacolare pur scegliendo la via dell’essenzialità narrativa. In fondo non va raccontato più di quanto non abbia già fatto l’atroce realtà bellica al tempo della Prima Guerra Mondiale. Un war movie che non pecca di patriottismo, dirottando la narrazione sul fronte dell’insensatezza dello scontro fra uomini, nella desolata dimensione della conquista vuota, dell’attesa, della corsa verso la morte da una trincea all’altra, laddove il sangue scorre e schizza impregnando l’aria del proprio acre odore.

Per tutta la visione si ha la sensazione ruvida e immediata di patire freddo e stenti, di percepire lo smarrimento dei giovani soldati impegnati a sopravvivere sperando di non essere raggiunti dalle sibilanti pallottole, giocando a una macabra lotteria in cui solo il caso ha potere decisionale sulle vite dei militi. La guerra è una questione sporca, un brutto affare e un Risiko spietato del quale si rende testimone attivo il diciassettenne Paul Bäumer, in forza alla fanteria dell’esercito tedesco prossimo all’armistizio alla fine del 1918.

Selezionata per entrare nella cinquina straniera candidata ai Premi Oscar 2023, l’opera si accoda ai capolavori che l’hanno preceduta – due su tutti Orizzonti di gloria dell’immenso Stanley Kubrick e il contestato ma veritiero Uomini contro di Francesco Rosi, aggiungendovi 1917 di Sam Mendes da porre più di un gradino sotto – operando un cambio di prospettiva: dopo il punto di vista dei difensori francesi e quello degli italiani, ora è il turno dei tedeschi. La deriva, però, utilizza la stessa semantica tradotta in violenza, fortificata dai tre ridondanti fiati di tromba storpia di Volker Beltermann ad alimentare l’amarezza del funereo silenzio.

La storia non intende mentire a se stessa, così Berger non lo fa con lo spettatore toccando il fondo del dramma, evitando di concederci illusorie ed edificanti risoluzioni che non siano il furto di un’oca, un fugace banchetto con la sua carne bollita e consumata in un breve momento di sollievo, qualche battuta e il ritaglio di manifesto di una bella donna. Il resto è fango, divise imbrattate, elmetti bucati, baionette che vanno a segno e la magra rivalsa di un contadino adolescente.

La firma dell’armistizio sancisce la fine della guerra ma il tragico teatro reclama ancora un quarto d’ora di scioccante battaglia. Un quarto d’ora che pare una vita. Perché la guerra nell’animo dei sopravvissuti non si è mai veramente conclusa.

Curiosità

daniel bruhl

L’unico attore di caratura internazionale presente nel cast è Daniel Brühl, che ha il ruolo del diplomatico Matthias Erzberger.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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