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Orecchie

orecchie locandinaTitolo originale: Orecchie

Regia e sceneggiatura: Alessandro Aronadio

Cast: Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Ivan Franek, Rocco Papaleo

Musiche: Santi Pulvirenti

Produzione: Italia 2016

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

102 distribution logo   Trailer

 

l'uomo e le suore orecchie  visita dal gastroenterologo orecchie  ivan franek orecchie

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Un uomo (Daniele Parisi) si risveglia al mattino con un fastidioso fischio alle orecchie e un bigliettino lasciato dalla sua fidanzata, che lo avvisa della morte del suo amico Luigi. Ma chi è Luigi? La sua giornata trascorrerà tra eventi bizzarri e tragicomici mentre cerca di capire la natura del suo dolore, salvare la sua relazione amorosa e arrivare in tempo al funerale.

Recensione

Presentato alla 73a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione “Biennale College”, Orecchie è il secondo lungometraggio scritto e diretto dal regista Alessandro Aronadio.

La pellicola, che ha conquistato il premio Arca CinemaGiovani come miglior film italiano, è una commedia sui generis che vede il protagonista in lotta contro un soffocante senso di disagio esistenziale mentre è alle prese con le bizzarrie del mondo.

Lo spettatore segue quest’uomo, di cui non viene svelato il nome, lungo il corso di una giornata in cui affronterà situazioni al limite dell’assurdo che lo porteranno a rivalutare il proprio atteggiamento nei confronti della vita e di una società in cui è difficile sentirsi al proprio posto.

L’opera, che ha dalla sua un’attenta sceneggiatura, rappresenta sicuramente un’interessante novità nel panorama cinematografico italiano e ha il pregio di portare sul grande schermo uno stile di commedia e una metodologia narrativa non convenzionali. Infatti, fin dalle prime scene è chiaro l’intento di destabilizzare il pubblico che, come il protagonista, sente un senso di estraneità verso ciò a cui assiste, simboleggiato da un irritante e misterioso fischio nelle orecchie.

È proprio questo fischio a spingerlo a confrontarsi con l’ambiente esterno e a chiedere aiuto scontrandosi con personaggi caricaturali dall’indubbio potenziale comico. La scena della visita dal gastroenterologo, interpretato con grande maestria da Massimo Wertmüller, è una delle più esilaranti dell’intera vicenda.

Ed è grazie a una serie di situazioni paradossali e bizzarre che l’eroe del film arriverà a una catarsi nell’indulgente finale, unica nota che lascia un po’ di perplessità per la scelta di mettere da parte la mordace ironia a favore di un più convenzionale e artificioso lieto fine.

Per questa commedia dal sapore nonsense il regista, che si qualifica sicuramente come personalità da tenere d’occhio, utilizza un efficace bianco e nero che riesce a conferire maggiormente il senso di confusione del protagonista, che vaga per le strade di Roma come se si ritrovasse in un universo parallelo del quale non conosce le regole.

Anche la scelta del formato, che passa da 1:1 a 1.85:1, si rivela fortunata sia a livello stilistico sia narrativo, seguendo l’ampliamento della visione interna del protagonista che impara ad allargare il proprio sguardo in contrapposizione allo stato di chiusura di partenza.

Degna di lode l’interpretazione di Daniele Parisi, attore romano classe ’82 che, al suo debutto sul grande schermo, riesce a conquistarsi il premio come Miglior Attore alla 14esima edizione del Montecarlo Film Festival. Accanto a lui un cast di grande rilievo tra cui spiccano Pamela Villoresi, Piera Degli Esposti e Milena Vukotic, oltre al sempre esilarante Rocco Papaleo.

Con un’opera per nulla banale e dall’atmosfera kafkiana, Aronadio – che cavalca questa ambiziosa linea anche nel successivo Io c’è (2018) – riflette sul senso di alienazione e distacco come reazione a una logorante lotta contro le aberrazioni del mondo.

Per quanto il terrore, il desiderio di anonimato e la rabbia siano una reazione condivisibile e di facile immedesimazione di fronte alle ingiustizie del quotidiano, per il regista il valore del compromesso assurge a posizione chiave in grado di condurre verso una necessaria accettazione per sopravvivere all’interno di una società insensata.

Curiosità

protagonista orecchieAlessandro Aronadio, laureatosi in psicologia con una tesi sul Doppio nel cinema di Cronenberg, si è specializzato alla fine del 2002 in regia a pieni voti presso la Los Angeles Film School a Hollywood: fra i suoi insegnanti Roger Corman, Janusz Kaminski, Faye Dunaway e Donn Cambern.

Miriam Reale

Miriam Reale

Mi chiamo Miriam, classe 1989 e vengo dalla provincia di Cosenza dalla quale sono scappata per vivere a Roma, città in cui oltre a studiare Lingue mi dedico alla mia passione per il cinema. La sala cinematografica è per me uno strumento vitale di evasione che mi permette di volta in volta di essere un supereroe, un’agente dei servizi segreti, una donna in cerca della favola, una rockstar ansiosa. Amo la musica elettronica e gli animali.
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