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Orgoglio e Pregiudizio

orgoglio e pregiudizio locandinaTitolo originale: Pride And Prejudice

Regia: Joe Wright

Sceneggiatura: Deborah Moggach

Cast: Keira Knightley, Rosamund Pike, Donald Sutherland, Matthew McFadyen

Musiche: Dario Marianelli

Produzione: Francia, Regno Unito, USA 2005

Genere: Romantico

Durata: 129 minuti

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i bennet  orgoglio e pregiudizio sorelle bennet  elizabeth e darcy

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

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Trama

I Bennet sono una famiglia numerosa. Abitano in una tenuta di campagna nell’Hertfordshire, conducono una vita piuttosto agiata e sono abbastanza ben inseriti nella società britannica di fine XVIII secolo. E come vuole la buona norma dell’epoca, le figlie Bennet sono state educate esclusivamente per contrarre un matrimonio vantaggioso.

Tra di loro emerge Elizabeth (Keira Knightley), così brillante e scandalosamente anticonformista, seconda di cinque figlie e inafferrabile spirito libero. L’arrivo del signor Bingley (Simon Woods) e dell’amico Darcy (Matthew McFadyen) sconvolge i tranquilli equilibri del luogo e costringe Elizabeth a dover mettere in discussione tutto quello in cui crede.

Recensione

Adattare allo schermo capolavori letterari come Orgoglio e pregiudizio è un’impresa di certo non facile. Le aspettative sono alte, la critica è in agguato, i fedelissimi sono pronti ad accusare di “eccessiva diversità dal libro”.

Joe Wright affronta il problema senza sporcarsi le mani, presentando al pubblico una delicata fotografia della piccola nobiltà britannica dell’epoca senza inserire alcun elemento di suo pugno. Jane Austen versione cinema insomma, in tutto e per tutto: l’atmosfera raccolta, la natura incontaminata e un affresco di personaggi disegnati perfettamente con pochi ma essenziali tratti.

C’è l’esuberante signora Bennet, il sarcastico signor Bennet, la conformista Lady Catherine, il pedante signor Collins. E poi c’è lei, miss Elizabeth Bennet, alter ego della Austen e protagonista della vicenda. Elizabeth va controcorrente, rifiuta le convenzioni e i dettami della nobiltà. Tutto in lei urla anticonformismo: i suoi abiti sono meno ricercati di quelli delle sorelle, il suo look è più sobrio e i suoi capelli meno curati. Certo sorprende come proprio Elizabeth faccia breccia nel cuore del tradizionale signor Darcy.

Darcy è un Matthew McFadyen che parla poco e non sorride mai. Gli scambi di battute con Elizabeth però, sono i soli a entusiasmarlo: incalzanti e mai scontati, l’affinità tra loro si fa via via più evidente. La scena del ballo su tutte: qualche ironica battuta sull’inutilità dei convenevoli e i due passano a discutere di argomenti più delicati. La musica sale di tono, il resto dei convitati scompare dalla pista da ballo e tutta l’attenzione si sposta sul loro intenso gioco di sguardi.

Cadono i pregiudizi, la maschera dell’orgoglio si dissolve, Elizabeth e Darcy si rendono conto per la prima volta di poter essere felici insieme. Ottima la scelta della musica, che sembra quasi scandire i loro pensieri. Il merito è del nostrano Dario Marianelli, autore di una colonna sonora d’ispirazione beethoveniana che ha fruttato recensioni entusiastiche e una nomination agli Oscar.

Poco importa in fin dei conti che la versione di Wright sia così poco originale: i fans apprezzano e la critica lo acclama.

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Curiosità

dario marianelli

Dario Marianelli ha origini pisane ma risiede a Londra.

Laura Savarino

Laura Savarino

Torinese di nascita, danese d’adozione (sei mesi di Erasmus alle spalle), classe 1989. Laureata in Letterature Comparate all’Università di Torino, sono un'appassionata della "settima arte” che bazzica settimanalmente sale cinematografiche più o meno modaiole e cinema d’essai più o meno intellettuali. Divoro libri, adoro andare a teatro, possiedo tessere di qualsiasi mostra / museo Torino e provincia offrano alla comunità. Il mio obiettivo? Citando Lord Henry Wotton, noto alter ego wildiano: “Hai fatto di te stesso una musica, Dorian. I tuoi giorni sono i tuoi sonetti”. Ecco, è forse questa la mia piccola ambizione quotidiana. Vivere tutto con un po’ di poesia.
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