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Ouija – L’origine del Male

ouija - l'origine del male locandinaTitolo originale: Ouija – Origin of Evil

Regia: Mike Flanagan

Sceneggiatura: Mike Flanagan, Jeff Howard

Cast: Lulu Wilson, Elizabeth Reaser, Annalise Basso

Musiche: The Newton Brothers

Produzione: USA 2016

Genere: Horror

Durata: 100 minuti

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lulu wilson ouija - l'origine del male  lulu wilson   ouija - l'origine del male

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

Trama

Per mantenere la famiglia e la grande casa, Alice Zander (Elizabeth Reaser) inscena con la complicità delle figlie Lina (Annalise Basso) e Doris (Lulu Wilson) delle finte sedute spiritiche. L’acquisto di una tavola Ouija produrrà proprio nella piccola Doris effetti devastanti, causa dei quali sembra essere una demoniaca presenza liberata accidentalmente.

Recensione

La tavola Ouija torna a calcare il palcoscenico nel teatro cinematografico degli orrori sul quale il sipario rimane abbondantemente aperto.

L’omonimo film diretto da Stiles White nel 2014, ma soprattutto l’ampio gradimento del pubblico spettatore, ha dato vita a un prequel che inutile non è, anzi approfondisce con oculatezza e giusta dose di mistero gli oscuri fatti della famiglia Zander, solo accennati ma già languidi nel product placement movie architettato dalla Hasbro.

Ouija – L’origine del Male si rivela simulacro elegante della sua matrice, accentuando il carattere della possessione e caldeggiando inevitabili clichés che la regia sapiente di Mike Flanagan riesce tuttavia a indorare accattivando una storia atta a risalire il viatico del fenomeno spiritico.

Non più uno spettacolo per teenager ma qualcosa di maggiormente articolato, con protagonisti non stereotipati bensì delineati nel loro essere ibridi di personalità fragili sulle quali finisce con l’attecchire l’incarnazione della paura fomentata dal fallimento esistenziale, esteso a molteplici livelli e generazioni, in questo caso tre (una madre e le due figlie di età diverse).

La vicenda si pone il via libera a esagerare a livello di digitalizzazione delle scene, ma non più di precedenti pellicole di egual o simil tema come Oculus (anch’esso diretto da Flanagan nel 2013) e Insidious (James Wan, 2010). Di grande ispirazione è stato per il make up il cortometraggio cult Lights Out, precisamente l’ultimissima sequenza in cui la creatura senza iridi nè pupille appare alla protagonista spegnendo definitivamente la luce.

Sembra dunque che, per stile, modalità di regia e tensione attiva, gli horror degli ultimi 10 anni siano fra loro concatenati, ed è fondamentalmente un bene che si sia deciso di abbandonare il truculento spettro visivo in auge nel precedente decennio a beneficio di un’indagine più seria cui interessa la reazione emotiva anzichè quella fisica.

Quest’ultima è sempre stata un elemento di superficie con il quale si crogiolano i sottogeneri del torture porn, dello splatter e del gore, puri servi del macabro edonismo.

CINEFOCUS

La Ouija alla ricerca di risposte fra verità e suggestione

Curiosità

madre ouija - l'origine del male

Produttori di questa pellicola sono la Allspark Pictures, Blumhouse Productions, Hasbro e Platinum Dunes.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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