- Horror, Recensioni

Ouija

ouija locandinaTitolo originale: Ouija

Regia: Stiles White

Sceneggiatura: Stiles White, Juliet Snowden

Cast: Olivia Cooke, Ana Coto, Darren Kagasoff

Musiche: Anton Sanko

Produzione: USA 2014

Genere: Horror

Durata: 89 minuti

universal logo   Trailer

 

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

In seguito alla morte misteriosa della giovane teenager Debbie (Shelley Hennig), la migliore amica Elaine (Olivia Cooke) scopre che la ragazza aveva giocato la sera stessa con una tavola Ouija. Decisa a scoprire la verità, mette insieme la cerchia di amicizie formata da Sarah, Trevor, Isabelle e Pete, in modo da riuscire attraverso una seduta spiritica a contattare l’amica e ricevere spiegazioni sull’accaduto. Inavvertitamente, però, risvegliano un’entità malvagia che li prende di mira uno a uno.

Recensione

Che sia una sapiente operazione di promozione commerciale commissionata dalla Hasbro o un rispolvero della moda medianica, Ouija lascia ogni modo piacevolmente sorpresi per le orrorifiche influenze che riesce a emanare e il raggiante gusto per la suspense, divenuta un optional sempre più screditato e messo da parte.

Non parliamo, ovviamente, di una febbre tensiva alla Hitchcock, sia chiaro, bensì di un’attesa che nello specifico genere horror precede climax dall’altalenante risultato. Il film di Stiles White sa mantenersi in costante auge nello spazio di 90 minuti, infittendo una vicenda valorizzata da un’introduzione a regola d’arte, preludio a una catena narrativa inanellata con ponderatezza e risolutivo appeal “ectoplasmatico”.

Consapevoli della macabra attrazione che i giovani provano nei confronti del mondo spiritico, regista e produttori confezionano un prodotto a perfetta misura, che non raggiunge gli apici paranormali né la recondita significanza de Le verità nascoste (Robert Zemeckis, 2000), eppure sa convertire lo spavento in monito e la paura in sardonica convivente, il tutto dipendente dall’oggetto protagonista, la tavoletta Ouija.

Il filo rimane teso e intorno a esso la storia ruota preservando ritmo e una staticità scenica che può intendersi piuttosto come un dinamismo esclusivamente esoterico. Dopo il nuovo vaso di Pandora aperto dall’abile James Wan, si è formata la coda e da alcuni anni le lancette del genere hanno ripreso a muoversi sotto la produzione della Blumhouse. In questo caso c’è lo zampino di Michael Bay.

CINEFOCUS

La Ouija alla ricerca di risposte fra verità e suggestione

Curiosità

planchette ouija

A fronte di un budget di 5 mln di dollari, il film ne ha complessivamente incassati quasi 96 milioni.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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