paura e desiderio soldati
- Guerra, Recensioni

Paura e desiderio

paura e desiderio locandinaTitolo originale: Fear and desire

Regia: Stanley Kubrick

Sceneggiatura: Howard Sackler

Cast: Kenneth Harp, Frank Silvera, Paul Mazursky, Virginia Leith

Musiche: Gerald Fried

Produzione: USA 1953

Genere: Guerra

Durata: 62 minuti

Trailer

 

paura e desiderio soldati  soldati accampati  sidney e la prigioniera

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Un manipolo di soldati si ritrova isolato dietro le linee nemiche dopo l’atterraggio di emergenza dell’aereo che lo trasportava. Il sergente Mac (Frank Silvera), il tenente Corby (Kenneth Harp), Fletcher (Stephen Colt) e Sidney (Paul Mazursky) pianificano così di ricongiungersi ai commilitoni solcando le acque di un fiume a bordo di una zattera da costruire.

Individuata una baracca occupata dai nemici, il gruppo vi fa irruzione eliminando tutti i presenti e facendo incetta di cibarie. Sidney, rimasto traumatizzato da quella mattanza, manifesta i primi segni di uno squilibrio mentale che lo porterà a uccidere una giovane ragazza (Virginia Leith) dapprima fatta prigioniera.

Recensione

«Un balbettante esercizio amatoriale di cinema scritto da un poeta fallito, con un equipaggio di pochi amici e una bizzarria completamente inopportuna: noioso e pretenzioso».

Questo pensava Stanley Kubrick del suo primo lungometraggio, realizzato in un solo mese con una troupe di appena 14 persone, 10.000 dollari di budget (poi divenuti 53.000 data la necessità di un montaggio che includesse modifiche riparatrici e introduzione ex novo di sonoro, musiche e doppiaggio) e mezzi “di archetipico mestiere” come una carrozzina per bambini a guidare il movimento di macchina.

La critica del tempo si divise sull’effettiva qualità della pellicola, unanime però nel certificare l’emersione in ambito cinematografico di un talento assoluto. Paura e desiderio è ben più di un esordio pulito e didascalico: è un battesimo del fuoco transaccademico, tale in relazione allo scatto di durata.

Kubrick, reduce dalla regia dei due cortometraggi documentari Il giorno del combattimento e Flying Padre, debutta nel racconto filmico applicando parte delle soluzioni espressionistiche tipiche del cinema russo d’avanguardia di Ėjzenštejn. A ciò vi aggiunge un impianto fotografico la cui indiscutibile limpidezza prende a modello l’arte di Gunnar Fischer, fidato collaboratore di Ingmar Bergman che ha firmato, appunto, la fotografia di capolavori come Monica e il desiderio e Sorrisi di una notte d’estate.

L’opera prima del cineasta americano si gira a Guerra di Corea in corso, non facendovi tuttavia mai riferimento e limitandosi alla descrizione di un conflitto dagli interpreti del tutto anonimi in termini di appartenenza a questo o quell’esercito. Molto probabile, tuttavia, il rimando alla Seconda Guerra Mondiale visti le divise e i tratti nordici dei nemici d’ispirazione evidentemente tedesca.

Paura e desiderio adotta modalità visive molto classiche inscritte comunque nell’ampolla dello sperimentalismo: le inquadrature appaiono canoniche, l’interpretazione alquanto basica (più loquace che espressiva), parecchio frastornanti il delirio di Paul Mazursky aka Sidney e la bellezza eterea di Virginia Leith nel ruolo della ragazza.

Viziata da una staticità snervante, la sceneggiatura di Howard Sackler dà lo scossone trasformando il disagiante isolamento dei soldati in un’azione duplice, ovvero il massacro dei nemici riuniti a tavola e l’assassinio della prigioniera. È l’orribile deformazione del codice bellico, il vero dramma al centro della vicenda, propellente narrativo per i successivi poemi di guerra Orizzonti di Gloria e Full Metal Jacket.

Curiosità

stanley kubrickRitenendo il film pessimo e inguardabile, Kubrick cercò di ritirare dalla circolazione tutte le copie esistenti evitando nel tempo retrospettive e proiezioni speciali, volontà perpetrata dai parenti anche dopo la sua morte avvenuta nel 1999. Ecco il motivo per cui il film tardò a entrare nella distribuzione home video e nei processi di restauro e digitalizzazione. Oggi la copia originale è conservata nella Library of Congress di Washington.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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