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Sei donne per l’assassino

sei donne per l'assassino locandinaTitolo originale: Sei donne per l’assassino

Regia: Mario Bava

Sceneggiatura: Marcello Fondato, Giuseppe Barilla, Mario Bava

Cast: Cameron Mitchell, Eva Bartok, Thomas Reiner, Arianna Gorini

Musiche: Carlo Rustichelli

Produzione: Italia 1964

Genere: Giallo

Durata: 98 minuti

Trailer

 

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

In un atelier di moda romano, la notizia dell’uccisione di una dipendente getta nel panico l’intero personale. È l’inizio di una serie di delitti a opera di un misterioso assassino, alla ricerca di un diario nel quale vengono rivelati importanti dettagli relativi a una relazione amorosa.

Recensione

L’inconfondibile taglio stilistico di un Mario Bava ispirato rimanda a un cinema – quello degli anni ’50 – tutto drappi ed eleganza, sobrio nella sceneggiatura ma sofisticato nella definizione dello sfondo.

In Sei donne per l’assassino è infatti l’ambientazione, così come avvenne per il precedente I tre volti della paura, a dettare il pathos: lo scenario si può considerare dinamico, inscritto in un’inquadratura classica, con il soggetto che il più delle volte parte dal lato per guadagnare il centro. Bava non si inalbera in sofismi ed elucubrazioni troppo profonde dato che la sua storia, costellata di omicidi violenti ma non truculenti, presenta l’archetipo narrativo del giallo finalizzato alla scoperta di un assassino con un preciso movente, incalzato dall’ispettore di turno.

È curioso rilevare come l’omicida assuma nella vicenda il ruolo di “carnefice moderato”, punta di un iceberg costituito di personaggi freddi e cinici, sporchi a causa dei molti scheletri nell’armadio in grado di elevarli da semplici vittime ad aguzzini di se stessi. Ritenuto a torto troppo truce e sconvolgente per l’epoca, il film del regista italiano risulta invece un prodotto equilibrato, in cui la tensione entra in perfetta sintonia con la forma fotografica, enfatizzata da un gioco di luci tale da superare perfino l’importanza dell’inquadratura (Hitchcock dixit).

La cura degli interni e l’ambiguità generale dell’intreccio conferiscono alla pellicola un gusto vivace entro i caldi ritmi di un genere, il giallo all’italiana, non esagerato bensì proporzionale e commisurato.

Curiosità

scena sei donne per l'assassino

A “Sei donne per l’assassino” si sono ispirati maestri del cinema come Dario Argento, Martin Scorsese e Quentin Tarantino.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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