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Sherlock Holmes

sherlock holmes locandinaTitolo originale: Sherlock Holmes

Regia: Guy Ritchie

Sceneggiatura: Michael Robert Johnson, Anthony Peckham, Simon Kinberg

Cast: Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong

Musiche: Hans Zimmer

Produzione: USA, Gran Bretagna 2009

Genere: Azione

Durata: 130 minuti

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jude law e robert downey jr.  sherlock e irene  mark strong

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Londra, fine ‘800. L’investigatore Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) e il fidato dottor Watson (Jude Law) riescono dopo mesi di indagini a catturare Lord Blackwood (Mark Strong), pluriomicida ricco e potente dedito a sacrifici umani. L’assassino viene processato e giustiziato, ma il caso si riapre quando la tomba viene trovata aperta.

Holmes e Watson tornano a indagare, insieme all’avvenente ladra Irene (Rachel McAdams), che sembra però avere qualcosa da nascondere.

Recensione

Il personaggio di Arthur Conan Doyle torna sul grande schermo dopo vari adattamenti più o meno riusciti, suscitando in tal caso non poca curiosità. Sì, perché il primo fatto inusuale sta nel rifacimento in puro stile americano, che fornisce una connotazione assai particolare e fuori dagli schemi al famoso investigatore inglese.

Guy Ritchie sa gestire il mezzo cinematografico, è un regista brillante, giovane e ambizioso, attento quanto spavaldo, qualità che trasmette con grinta al protagonista del suo film. Le caratteristiche di Sherlock Holmes sono risapute e conservano il loro pittoresco sarcasmo: nella gestualità e negli sguardi della coppia flemmatica, includendo quindi anche Watson, si scorge la ponderatezza in accordo con l’astuzia, l’abilità nel muoversi fra i sobborghi di Londra, il portamento e il modo di porsi.

Ritchie si preoccupa prima di tutto di esaltare i characters, senza lasciare nascosti atteggiamenti o stravaganze, mostrando subito l’integrità e la perspicacia propri di Holmes. Rispetto alle precedenti rappresentazioni cinematografiche, il buon Sherlock si dedica non gratuitamente a una buona dose di violenza, palesando una baldanza fisica ottima e uno stile di combattimento efficace.

Nella scena della lotta nell’arena fra gli schiamazzi e l’alcool, Ritchie rende Holmes risoluto e mitico, affidando le movenze alla potente tecnica visiva del live action e facendo prevalere letteralmente la mente sul braccio. In virtù del discorso rappresentativo si nota la logica deduttiva applicata fin dalla prima sequenza in cui la coppia salva la ragazza dal rituale operato da Blackwood.

Svelati interamente i caratteri, il regista procede alla contestualizzazione della vicenda, creando un background scenico notevole, pienamente aderente ai tempi ottocenteschi e in sintonia con il registro linguistico adottato. La stravaganza dandy di Sherlock Holmes si riflette nell’”ordine” del suo studio, dove l’accumulazione di strani macchinari e aggeggi apparentemente fuori luogo va a costituire un sistema oggettistico e ambientale dal gusto spiccatamente barocco.

Così si può dire per l’organizzazione degli esterni, Londra è una città industriosa, affollata ma paradossalmente affascinante, dominata dal conflitto di classe e dalla molteplicità di situazioni. Ritchie enfatizza le reazioni emotive dei paladini di Doyle attraverso dei primissimi piani miranti più a far apprezzare i tratti interpretativi di Robert Downey Jr. e Jude Law a scapito della caratterizzazione vera e propria dei personaggi.

Come antagonista, però, Lord Blackwood non convince, nella sua apparenza oscura appare eccessivamente timido e impacciato e i suoi misteri si risolvono senza troppo impegno. La ladra Irene è interpretata dalla graziosa Rachel McAdams, tuttavia non sembra abbastanza magnetica e intrigante per questa tipologia di avventura, che richiederebbe piuttosto una femme più ombrosa e seducente.

La sceneggiatura va discussa e criticata per ciò che riguarda la fotografia e la messa in scena di alcune sequenze, compreso l’obiettivo finale della storia: Blackwood somiglia in maniera alquanto goffa al misterioso M visto in La leggenda degli uomini straordinari, e così altri dettagli soprattutto legati agli ambienti cantieristici nei quali Holmes e Watson si muovono.

Lo spirito d’inventiva di Doyle e la sua capacità di far buona letteratura rimangono ampiamente preservati e Guy Ritchie rende la cinepresa funzionale per accentuare la disciplina mentale che caratterizza Holmes, il suo modo di pensare, la sua logica che precede l’azione.

Sherlock Holmes è un film che vale per il suo intento marcatamente grottesco e per le finalità che ironizzano sulle figure in campo, sulla scelta di avvalorare la teoria secondo la quale il personaggio simpatico e riflessivo raccoglie consensi ravvivando un genere importante.

Curiosità

robert mailletSi sono verificati alcuni incidenti sul set: Robert Downey Jr. ha ricevuto per sbaglio un pugno da Robert Maillet durante una scena di combattimento, cosa che gli ha procurato un’evidente ferita e qualche punto di sutura; un’autocisterna è esplosa senza per fortuna causare grossi danni alla troupe.

 

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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