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Songbird

songbird locandinaTitolo originale: Songbird

Regia: Adam Mason

Sceneggiatura: Adam Mason, Simon Boyes

Cast: K.J. Apa, Sofia Carson, Demi Moore, Peter Stormare

Musiche: Lorne Balfe

Produzione: USA 2020

Genere: Drammatico

Durata: 84 minuti

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sara e nico in songbird  peter stormare in songbird  demi moore in songbird

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Los Angeles, anno 2024. Il Covid-19 è ormai un virus fuori controllo e la sua ultima mutazione – nota come Covid-23 – ha sterminato metà della popolazione mondiale. Nella città deserta per il lockdown in vigore da quattro anni, il giovane corriere Nico (K.J. Apa) cerca disperatamente di salvare l’amata Sara (Sofia Carson), destinata alla zona di quarantena dalla quale nessuno esce vivo.

Ad aiutarlo ci sono l’amico Lester (Craig Robinson), l’ex marine Michael Dozer (Paul Walter Hauser) con il suo ipertecnologico drone e Piper Griffin (Demi Moore), una facoltosa ex discografica ora dedita allo spaccio clandestino dei braccialetti gialli che identificano i soli individui immuni alla malattia.

Recencinema

Non si dovrebbe gettare benzina sul fuoco durante un incendio ma si sa, Hollywood sta alla distopia come la ciliegina sta alla torta. Ed è così che Michael Bay, qui in veste di produttore, ha pensato di non lasciarsi sfuggire un’occasione ghiotta per cavalcare l’onda di una pandemia ormai sulla bocca di tutti, in grado di monopolizzare qualunque discussione, condizione e piano mediatico.

Girato sul finire del 2020, Songbird cede al pessimismo generato dall’incertezza, dall’indecisione, dal buco nero di un virus indecifrabile che prende in mano la spada dell’apocalisse falciando intere masse umane. Il lockdown è il nettare di cui si nutre la scenografia al fine di mettere in scena strade senza macchine, marciapiedi senza persone, parchi vuoti e urbanità degenerate sullo stile di passate pellicole come 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra e 28 giorni dopo.

Gli zombies però non c’entrano: si preferisce indicare l’uomo come l’orco cattivo, contrapposto ad altri uomini vittime impotenti del fato. Il film riflette una pluralità di stati d’animo rinchiusi in un incubo di attualità, nella quale per fortuna l’asticella della tragedia non ha ancora toccato i livelli subdorati nella visione di Adam Mason.

Songbird vive di un piccolo coacervo di storie singolari che riguardano persone molto diverse ma coniugate nel dramma attraverso il sardonico virus pandemico: si incontrano le classi sociali, benestanti e scapestrati, middle-class ed emarginati, invalidi e troppo validi. Sono tutti, in qualche modo, in fuga da una coercizione divenuta insopportabile, specchiata nella desolazione del vivere isolati ma perennemente a rischio contagio.

La pellicola trasuda paura di quarantena prima ancora che di morte. Non c’è posto né per la comprensione né per la compassione in una società che integra risoluzioni dittatoriali, misure eccezionalmente drastiche e contrabbandi pericolosi. La base romantica, ovvero quella di due giovani innamorati costretti a non potersi mai toccare, costituisce l’unica vera speranza in una lettura cupa declinante nel buio totale.

L’action è invece la componente che non ti aspetti in un’opera di questo genere, un’action pulita, credibile, che non demonizza una volta tanto la tecnologia asservendola alla volontà di intervento e redenzione. Sicché anche l’amore platonico fra l’ex soldato Michael Dozer e la cantante fallita May ha il sapore di un tenero sussulto, difeso dalla tenacia a distanza e nondimeno da un drone avveniristico che osserva e combatte.

Nel complesso è una luce verde per Songbird, che annovera nel cast nomi di assoluto rispetto e vecchie conoscenze, dalla rediviva Demi Moore a Elpidia Carrillo (conosciuta prevalentemente per il personaggio di Anna nel mitico Predator di McTiernan) e poi il delirante Peter Stormare, Bradley Whitford e Alexandra Daddario, lasciando per ultimo un convincente Paul Walter Hauser, il Richard Jewell di Clint Eastwood.

Curiosità

michael bay

Michael Bay non è accreditato come regista ma ha affiancato Adam Mason nelle riprese.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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