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Spaghetti House

spaghetti house locandinaTitolo originale: Spaghetti House

Regia: Giulio Paradisi

Sceneggiatura: Peter Barnes, Agenore Incrocci, Furio Scarpelli

Cast: Nino Manfredi, Rudolph Walker, Leo Gullotta, Rita Tushingham

Musiche: Gianfranco Plenizio

Produzione: Italia 1982

Genere: Commedia

Durata: 98 minuti

 

nino manfredi e sandro ghiani  spaghetti house camerieri  rudolph walker e nino manfredi

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Cinque emigrati italiani lavorano come camerieri a Londra servendo allo Spaghetti House, ristorante di successo animato dalla loro simpatia e disponibilità. Domenico (Nino Manfredi) e compagni, tuttavia, coltivano un sogno: aprire un locale per poterlo gestire autonomamente. Incontrano il commercialista (Renato Scarpa) per mettere insieme la somma necessaria a compiere la svolta, ma proprio quella sera irrompono tre uomini di colore, sbandati in cerca di denaro.

Lo stesso commercialista, riuscito a fuggire, allarma la polizia che si mobilita immediatamente. I rapinatori prendono in ostaggio gli sfortunati lavoranti barricandosi nella dispensa. Ha luogo un confronto sempre più acceso e surreale tra le parti, specialmente fra Domenico e il comandante Martin (Rudolph Walker), leader dei criminali. Intanto il commissario Hutchinson (Derek Martin) si adopera nelle trattative.

Recensione

Commedia nostrana o tragicommedia? Spaghetti House può includere entrambe le denominazioni di genere, data la difficoltà del suo inquadrarsi in una prestabilita categoria. L’ardua collocazione si deve a una strana commistione di ironia e sarcasmo che scorre nelle vene della parodia rarefatta.

Tutto vero, però: il film prende ispirazione da un fatto di cronaca avvenuto nel 1975 in una spaghetteria di Londra gestita da italiani. Il cinema è utile per condire la realtà esattamente come il sugo per la pasta, e in questo caso di condimento ne abbiamo a iosa, vi si aggiungano folclore verbale e la spiccata tendenza alla maschera dal sapore dialettale.

Sicilia, Marche, Sardegna, Toscana e Puglia: ogni protagonista si fa esponente di una regione d’Italia ed è uno spasso constatarne la convivenza all’interno di uno spazio estremamente particolare, una dispensa piena di bottiglie vuote, pasta e barattoli di passata di pomodoro.

Nella costrizione claustrofobica sussiste un altro tipo di vicinanza, ovvero quella di due minoranze in terra inglese, gli italiani brava gente di Domenico e gli afroamericani del “comandante” Martin.

Costui emergerà quale personaggio sorprendente dall’insospettabile cultura (insospettabile per un disoccupato improvvisato rapinatore), spesso in rotta di collisione ideologica con il Ceccacci del solito eccezionale Nino Manfredi, autore anche della sceneggiatura insieme al duo Age e Scarpelli.

Le situazioni prendono vita una dietro l’altra, lungo una sequenza ininterrotta di sipari e siparietti che strappano più di una risata mischiandosi ad attimi di riflessione sul confronto sociologico sottotestuale. Nel cast alcuni caratteristi poi diventati famosi nel tempo, tra questi il siculo Leo Gullotta e il sardo Sandro Ghiani, ma a prendersi la scena, oltre a Manfredi, è l’attore Rudolph Walker.

Curiosità

articolo giornale sull'assedio della spaghetti house

Il fatto di cronaca è stato trattato a lungo dai giornali come Spaghetti House Siege, ovvero “l’Assedio della Spaghetti House”.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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