- Horror, Recensioni

Superdeep

superdeep locandinaTitolo originale: Kolskaya sverhglubokaya

Regia: Arseny Syuhin, Sergey Torchilin

Sceneggiatura: Sergey Torchilin, Victor Bondaryuk, Milena Radulovic, Arseny Syuhin

Cast: Milena Radulovic, Sergey Ivanyuk, Nikolay Kovbas, Vadim Demchog

Musiche: Dmitry Selipanov

Produzione: Russia 2020

Genere: Horror

Durata: 115 minuti

Trailer

 

superdeep anya  superdeep scena  milena radulovic

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

La dottoressa Anya (Milena Radulovic) è inviata con una speciale squadra di ricerca in una base russa fra i ghiacci. Da lì dovrà scendere a 12.000 metri di profondità, conducendo un’indagine nel laboratorio sotterraneo nel quale si crede sia avvenuto qualcosa di terrificante.

Recensione

È sempre piacevole assistere a un revival di pellicole cult, quelle che hanno permeato i nostri immaginari facendoci amare alla follia il cinema. Da tempo la Russia asseconda i ricordi giovanili del pubblico occidentale sfornando film “furbi”, emuli spudorati di uno o più classici di genere, dall’horror alla fantascienza in particolar modo.

Egor Abramenko ha ufficialmente aperto le danze nel 2020 lanciando Sputnik – Terrore dallo Spazio, un mix molto digitale di minacce aliene subito riconducibile all’intramontabile Alien di Ridley Scott e a Life – Non oltrepassare il limite, incubo spaziale girato nel 2017 da Daniel Espinoza.

Quell’onda ha generato un’energia tale da poter alimentare un’altra rivisitazione, e questa volta i rimandi sono molteplici. Superdeep si avvale di un’ambientazione sotterranea per blindare l’isolamento dei protagonisti, e in questo va sulla scia del primo Resident Evil, declinando rapidamente sull’argomento infezione e mutazione “cumulative”.

La pangea di corpi e le trasformazioni sono riferimenti espliciti a Leviathan, classico del 1989 diretto da George Pan Cosmatos all’interno di un laboratorio subacqueo, e al mitico La Cosa (1982) che reca la firma autorevole di John Carpenter.

Man mano che il film prende piede, la trama non fa che appiattirsi vivendo di soluzioni già percorse. È a questo punto che Arseny Syuhin e Sergey Torchilin si appellano al fisico mozzafiato della protagonista Milena Radulovic (co-sceneggiatrice) sfoggiato in slip e canotta. Per anni Sigourney Weaver ha popolato i sogni degli adolescenti che avevano visto la sua Ellen in intimo nella sequenza finale del già citato Alien. La Radulovic è bella, atletica e sexy, ma Anya non raggiunge il fascino del tenente Ripley.

Bel tentativo, ma Superdeep resta un’opera inutile e ruffiana a livelli imbarazzanti.

Curiosità

base artica

Il film prende spunto dalla leggenda del pozzo più profondo al mondo.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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