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The Irishman

the irishman locandinaTitolo originale: The Irishman

Regia: Martin Scorsese

Sceneggiatura: Steven Zaillian

Cast: Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel

Musiche: Robbie Robertson

Produzione: USA 2019

Genere: Gangster movie

Durata: 210 minuti

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Frank Sheeran (Robert De Niro), veterano della seconda guerra mondiale, mantiene moglie e figlie facendo grosse consegne di carne. Dopo aver conosciuto per caso il boss mafioso Russell Bufalino (Joe Pesci), stringe con lui un’amicizia che lo introdurrà negli ambienti codificati della malavita italoamericana.

Negli anni diviene uomo di fiducia, impiegato nell’esecuzione di omicidi e interlocuzioni fra nuclei organizzati. La sua “carriera” subisce una svolta quando conosce il potente sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino), che intrattiene grossi affari con i Bufalino ma al contempo con i Bruno e altre corporazioni.

D’animo ribelle e testardo, Hoffa non tollera le ingerenze delle famiglie finendo inviso a queste ultime, le quali decidono di comune accordo di toglierlo di mezzo. Toccherà proprio a Frank, il suo più stretto collaboratore e carissimo amico, assecondare il volere dei suoi volubili datori di lavoro.

Recensione

Proprio come Ulisse di ritorno a Itaca, anche Martin Scorsese ha dovuto affrontare una lunga e sfiancante Odissea fra gli ingranaggi cinematografici per trovare produttori intenzionati a sostenere idea, sviluppo e messinscena di The Irishman, adattamento del saggio L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa scritto nel 2004 da Charles Brandt.

La Paramount Pictures prese dapprima a cuore il progetto facendosene carico fino alla concessione di un budget stimato sui 100 milioni di dollari, non sufficienti a Scorsese per la realizzazione del meticoloso lavoro di ringiovanimento degli attori (cui sono stati tolti ben trent’anni riconferendo loro i tratti fisionomici dei tempi d’oro). Gli altri 40 milioni, insieme ai 100 già accorrenti, li stanziò Netflix rendendosi mecenate definitivo del grande cineasta.

Il risultato di cotanto travaglio e preparazione è una pellicola dalla regia sofisticata ma eccessivamente corrotta dalla manipolazione pre e post produttiva, cosa che ha causato un rammaricato allontanamento dalla classicità del primo Scorsese. Un buon film, dalla trama filamentosa, fatta di intrecci, flashback e interconnessioni fra personaggi e ambienti riconducibili cronachisticamente al gioco delle mafie italoamericane fra gli anni ’50 e i primi anni ’80 del Novecento.

Disciplina e autorevoli interpretazioni non sono però bastate al regista statunitense per approdare al lido dei premi internazionali: nessun Oscar ma una valanga di candidature, altrettante menzioni e nomination nei restanti festival del globo, però in tasca niente altro. La colpa, smentendo Scorsese, non è da attribuirsi alla discriminazione dell’Academy nei confronti delle produzioni Netflix (che attualmente non passano dai cinema ma vengono esclusivamente proposte in streaming home video), quanto all’errore di replicare se stesso proiettando il gangster movie di fine XX secolo nel nuovo millennio.

Il riferimento è chiaramente a Quei bravi ragazzi, capolavoro del 1990 cui presero parte sempre De Niro e Joe Pesci affiancando il protagonista Ray Liotta. The Irishman, camuffato da biopic multiplo (si narrano le storie di Frank Sheeran e di Jimmy Hoffa, meglio trattato nell’indimenticabile Hoffa, santo o mafioso? di Danny DeVito con lo strepitoso Jack Nicholson), si palesa in tutta franchezza una copia appesantita dallo scorrere del tempo, cosicché alcuni di “quei bravi ragazzi” si ritrovano per quella che non è da ritenere più di una elaborata rimpatriata.

Troppo ortodossa come opera, liberamente interpretativa, molto umana ma fuori tempo massimo.

Curiosità

frank sheeran alias robert de niro

Gli effetti di ringiovanimento degli attori sono stati realizzati dalla Industrial Light & Magic.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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