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The Nest – Il Nido

the nest - il nido locandinaTitolo originale: The Nest

Regia: Roberto De Feo

Sceneggiatura: Roberto De Feo, Lucio Besana, Margherita Ferri

Cast: Francesca Cavallin, Justin Korovkin, Ginevra Francesconi

Musiche: Teho Tealdo

Produzione: Italia 2019

Genere: Horror

Durata: 104 minuti

vision distribution logo   Trailer

 

samuel the nest  francesca cavallin the nest  the nest scena

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Samuel (Justin Korovkin), tetraplegico a causa di un incidente nel quale è rimasto coinvolto insieme al padre, vive un’esistenza serena ma solitaria fra le mura di Villa dei Laghi. La grande tenuta, amministrata dalla madre possessiva (Francesca Cavallin), impone regole costrittive che non lasciano spazio e libertà al giovane, obbligato a una routine su cui pesano oscuri misteri.

L’arrivo dell’adolescente Denise (Ginevra Francesconi) susciterà in Samuel una sensazione di risveglio e crescente ribellione, tale da portare alla luce sconcertanti verità in relazione alla proprietà e all’ambiguo comportamento dei suoi abitanti.

Recensione

Esordire come regista in un lungometraggio è esperienza da far tremare le gambe a chiunque, poichè l’ombra del fallimento si rivela sempre beffarda e molto spesso trionfante. Roberto De Feo affronta la paura della prima volta – e l’ennesimo tentativo di riscatto del cinema Made in Italy – con il coraggio di chi sa di aver talento e carattere, nondimeno le capacità di imporre un proprio stile e imprimere un personale marchio indelebile.

Con The Nest rivive la speranza di poter ricodificare e far in qualche modo risorgere un cinema di genere andato perduto, quel thriller tutto italiano letteralmente sparito con le morti dei maestri Mario Bava, Lucio Fulci e Luciano Salce; Dario Argento per fortuna ancora respira ma si è smarrito, cosicché si sente tanta nostalgia dei suoi L’uccello dalle piume di cristallo, Profondo Rosso, Suspiria e Phenomena.

De Feo mostra fin dalle prime inquadrature un gusto sopraffino che a livello registico funziona per ciò che concerne la definizione di un’atmosfera in bilico fra claustrofobia, alienazione, onirismo e ridondanza. L’opera prende una strada costruita in un passato non troppo lontano, attingendo a modalità e scampoli di narrazione evinti da film divenuti già cult, ovverosia l’originalissimo The village di Shyamalan e The others diretto da Amenàbar, pellicole che hanno certamente dettato la direzione stabilendo altresì il ritmo del racconto.

Ambiente, luci, penombre e silenzi fanno tanto, specialmente se uniti alla descrizione opprimente di un isolamento subito da un protagonista afflitto da parziale paralisi, un handicap come lo era la cecità di Ivy Walker e la fotosensibilità di Anne e Nicolas. Il sistema chiuso di Villa dei Laghi tratteggia l’incubo (o la speranza) di una società alternativa, un nido capace di annichilire l’indipendenza del pensiero e sottrarre i suoi abitanti alla stimolante scoperta del mondo esterno.

Prigionia o protezione? Dannazione o salvezza (si cita il Paradiso Perduto di John Milton)? Queste e altre dicotomie rappresentano un gioco di inquietanti opposti al centro di una vicenda basata su un continuo crescendo di dubbi, interrogativi e spiazzanti decisioni. Un’angoscia riassumibile al meglio da una colonna sonora diegetica in cui è impossibile non accorgersi di un vivido rimando all’Arancia Meccanica di Kubrick, la Nona di Ludovico Van (Beethoven) inserita nella sequenza più drammatica di tutto il film.

Un bel gioiellino questo The Nest, impreziosito dall’austera, algida interpretazione di Francesca Cavallin, permeato da una fondamentale componente psicologica preliminare a qualunque motivo horror, ma impoverito da un finale inimmaginabile eppure insufficiente a soddisfare le aspettative fin lì maturate.

Si tratta dell’unico vero neo di un’apologia dell’insofferenza che colpisce per il mantenimento di una disciplina registica ferrea, volutamente incline alla simmetria, lenta e curatissima. The Nest ha poi un pregio che pochi film possono vantare: a ogni visione ha qualcosa da dire e in ogni angolo dell’inquadratura un nuovo dettaglio da scoprire.

Curiosità

the nest scene

 

De Feo ha ottenuto una candidatura ai Nastri d’Argento 2020 come miglior regista esordiente.

 

Copyright immagini: Vision Distribution

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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