- Drammatico, Recensioni

Tre giorni per la verità

3 giorni per la verità locandinaTitolo originale: The crossing guard

Regia e sceneggiatura: Sean Penn

Cast: Jack Nicholson, David Morse, Anjelica Huston, Robin Wright

Musiche: Jack Nitzsche

Produzione: USA 1995

Genere: Drammatico

Durata: 115 minuti

miramax logo   Trailer

 

jack nicholson in tre giorni per la verità  david morse  anjelica huston is mary

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Il gioielliere Freddy Gale (Jack Nicholson) è un padre distrutto dal dolore in seguito alla perdita della sua bambina di sette anni, investita da un ubriaco. Appreso che l’assassino, John Booth (David Morse), è uscito di prigione dopo 5 anni, Freddy medita lucidamente di ucciderlo. Durante la notte irrompe nel suo camper e ad aspettarlo trova un uomo divorato dal rimorso. Gli concede dunque tre giorni prima di fargli nuovamente visita e consumare la tanto agognata vendetta.

Recensione

Per il suo secondo film, Sean Penn si affida a due attori completamente diversi per predisposizione interpretativa e presenza, indovinando però la sintonia che li accomuna nel contesto del paradosso sociale. Jack Nicholson è Freddy, un gioielliere che ha perso la figlia di sette anni, investita da un guidatore ubriaco; David Morse è l’involontario assassino della bambina.

Entrambi si ritrovano in una condizione che li ha gettati nella sofferenza e nello sconforto, sebbene differiscano nettamente le due connotazioni inerenti al dolore provato. La pellicola si conferma in sostanza una storia drammatica che vede al centro un uomo trasfigurato, dedito dopo il lutto all’alcol, ai night club e alle spogliarelliste, circondato e intriso dalla frivolezza e dal disimpegno.

La vita spezzata di un’innocente pesa come un macigno nella coscienza dell’altro opposto tragico, John Booth, la cui bontà intrinseca e ingenua non è stata affatto traviata dai cinque anni trascorsi in prigione. John vive in un limbo dove il momento dell’incidente si ripresenta con un’eco assillante che non lascia pace e compromette i suoi propositi esistenziali.

Ossessione e rimorso si alimentano progressivamente nei due protagonisti, originando l’alienazione e il senso di smarrimento. Tali stati d’animo trovano nel finale una confluenza inaspettata, coltivata per 115 minuti dal regista. Il concetto espresso parla di riconciliazione, di dubbi legati al destino orfano di affetti e relegato in un anfratto dal quale non sembra esserci un’apparente via d’uscita.

Arcangeli collaterali e molto umani sono Mary e Jojo, donne coinvolte direttamente nel vortice depresso di Freddy e John. Penn intende specificare, allargare le strette maglie del profilo tragico, estendendo il suo discorso alla parentesi dialogica basata sul monologo silenzioso, scaturito dall’interiorità dei personaggi, profonda nel loro essere, lancinante nel confronto con lo stile di vita socialmente adottato e faticosamente confermato.

Curiosità

jack nicholson in the crossing guard

Il film ha richiesto un budget di 9 milioni di dollari, incassandone in tutto il mondo soltanto 869.000 e rivelandosi un clamoroso insuccesso commerciale.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *