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Uncharted

uncharted posterTitolo originale: Uncharted

Regia: Ruben Fleischer

Sceneggiatura: Rafe Judkins and Art Marcum, Matt Holloway

Cast: Tom Holland, Mark Wahlberg, Antonio Banderas, Sophia Taylor Ali

Musiche: Ramin Djawadi

Produzione: USA 2021

Genere: Avventura

Durata: 116 minuti

columbia pictures logo logo sony pictures playstation productions logo   Trailer

 

mark wahlberg e tom holland in uncharted  croce della fratellanza uncharted  uncharted scena

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Basato su una delle serie di videogiochi più vendute e acclamate dalla critica, Uncharted presenta al pubblico il giovane e scaltro Nathan Drake (Tom Holland) alla sua prima avventura con l’arguto partner Victor “Sully” Sullivan (Mark Wahlberg).

In un’epica parabola action che attraversa il mondo intero, i due protagonisti partono alla pericolosa ricerca del “più grande tesoro mai trovato”, inseguendo indizi che potrebbero condurli al fratello di Nathan, scomparso da tempo.

Recensione

La saga videoludica sviluppata da Naughty Dog per le piattaforme PlayStation ha sin da subito mostrato potenziale per il grande schermo grazie alla combinazione di azione, ambientazioni esotiche e una trama potenzialmente ricca di spunti per essere riadattata. Tutti ingredienti, insomma, che hanno già trovato fortuna al cinema precedentemente (a volte più, altre meno) con i film tratti dai videogiochi della serie Tomb Raider ai quali difficilmente non si potrà non pensare.

Nell’ultimo decennio soprattutto, però, a svantaggio di tali operazioni, il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante al punto da rendere quasi cinematografica l’esperienza di gioco stessa, disponendo inoltre di un tempo nettamente superiore a quello di un qualunque film (per completare la storyline principale di Uncharted 4 si stimano intorno alle 16 ore).

Perché allora, oggi, un giocatore assiduo dovrebbe andare a ricercare un surrogato di quell’intrattenimento al cinema? Da una parte la risposta la si può trovare nella regia di Ruben Fleischer, firmatario di altri titoli come Zombieland e Venom: seppur senza dimostrare ricercatezza sotto nessun profilo, la regia di questo live action si discosta adeguatamente da un’estetica che possa ricordare in qualche modo un videogame (anche se non mancano gli omaggi espliciti) e mantiene tutto sommato un ritmo abbastanza serrato, quindi non paragonabile a quello del prodotto d’origine.

A rendere al massimo è sicuramente lo scontro finale del terzo atto sebbene tradisca in gran parte le dinamiche del videogioco (difatti strizza l’occhio ad altri film di genere, come quelli del filone di Fast & Furious).

Il problema, però, è di scrittura. Uncharted, sul piano narrativo, ripiega su una serie di colpi di scena repentini, triti e ritriti perfino all’interno del film stesso, e – probabilmente per essere seguito da un pubblico più ampio possibile – propone un susseguirsi di indovinelli e rompicapo estremamente semplici e/o addirittura stupidi, quasi fosse una sorta de Il codice Da Vinci per principianti.

Inoltre è abbastanza inspiegabile perché, nonostante l’enorme budget, lo screen time ambientato in luoghi suggestivi sia così limitato rispetto alle metropoli occidentali (tra cui, in primis, una per di più fantomatica Barcellona). I personaggi stessi sono un po’ troppo abbozzati, rientrano totalmente in archetipi di pellicole d’azione e avventura (abbiamo addirittura ben due femmes fatales qui) e sono interpretati da un cast che porta a casa il compitino, senza infamia e senza lode.

Delude la presenza di Antonio Banderas, convincono di più i due protagonisti maschili Tom Holland e Mark Wahlberg, quantomeno nel sapersi muovere tra registri diversi, anche se quello della commedia a volte fa un buco nell’acqua attraverso battute parecchio stantie. Certo, il Nathan Drake di Holland non è esattamente come lo ricordavamo (forse solo verso la fine lo intravediamo davvero) e ha delle similitudini con il suo Peter Parker ma la natura di origin story del racconto è una giustificazione, volendo, abbastanza sufficiente per questo.

Non particolarmente ispirate ma di qualità risultano le musiche di Ramin Djawadi, che prosegue la sua carriera dopo lo straordinario lavoro di Game of Thrones e nel recente Eternals.

Uncharted poteva essere molto di più, e forse potrebbe diventarlo se la saga dovesse proseguire come programmato, ma è senz’altro adeguato per passare un pomeriggio di evasione, soprattutto se la vostra console ha bisogno di una pausa e voi di spegnere il cervello.

Curiosità

nolan north e tom holland sul set di uncharted

 

La produzione ha potuto disporre di un budget di 120 milioni di dollari.

 

Immagini: © Columbia Pictures

Massimo Vozza

Massimo Vozza

Romano di Roma, nato nel 1992, laureato al DAMS e aspirante sceneggiatore, sono cresciuto a pasta, film, libri e musica sin dall’infanzia. Non posso fare a meno di scrivere sul cinema e per il cinema almeno dalla fine della pubertà, anche se è soltanto da quattro anni che mi è stata data la possibilità di venire anche pubblicato e letto.
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