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City Nature Challenge 2026: alla scoperta della biodiversità urbana

City Nature Challenge 2026
Foto da ufficio stampa Regione Piemonte

Il binomio società-tecnologia permea ormai senza soluzione di continuità la vita di tutti, generando visioni i cui filtri sono rappresentati da cellulari, laptop e gli altri dispositivi dei quali si può disporre quotidianamente nel terzo millennio. Eppure è sotto gli occhi che si rivelano le bellezze più evidenti, le più spontanee, anche nell’alveo di una realtà metropolitana.

È la premessa necessaria a contestualizzare City Nature Challenge, l’iniziativa internazionale di citizen science volta a stimolare l’osservazione della natura nell’ambito urbano. Nata nel 2016 su suolo statunitense, oggi riguarda più di 650 città e 62 Paesi. A livello locale, è il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino a coordinare il progetto che interessa da vicino il capoluogo del Piemonte.

Insieme a un consesso di università, enti pubblici e associazioni naturalistiche, il Museo invita alla partecipazione cittadini, studenti e appassionati in quella che si può configurare come un’appassionante caccia al tesoro, anzi a tanti tesori rappresentati dai gioielli racchiusi nella flora e nella fauna all’interno di parchi, giardini e spazi pubblici.

Scoprire la biodiversità e documentarla costituisce l’obiettivo della City Nature Challenge, un appello ad aiutare i ricercatori a mappare i vari ecosistemi esaminandone lo stato di salute. Si rivolge a tutti e conta su un’attività molto semplice e stimolante, da esercitare fra il 24 e il 27 aprile 2026.

Ogni cittadino potrà fotografare piante e animali, registrarne i suoni, annotarne i particolari, descriverne l’aspetto e caricare i dati raccolti sull’app gratuita iNaturalist, attiva fino al 10 maggio. Sono esclusi dal censo esemplari domestici e coltivazioni, tanto meno immagini di persone, quindi tutto ciò non afferente al carattere selvatico dei soggetti.

L’iniziativa includerà anche una serie di attività gratuite promosse sempre dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Fra queste:

  • 24 aprile: esplorazione naturalistica serale al Pian del Lot
  • 25-26 aprile: bioblitz (esplorazioni scientifiche in compagnia di specialisti di flora e fauna) diurni e notturni al Parco Colonnetti

L’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese e la LIPU organizzano in qualità di partner del progetto eventi paralleli e collaterali, così da contribuire alla mappatura. La partecipazione attiva darà la possibilità di vincere premi come binocoli, cassette nido per uccelli e l’Abbonamento Musei e ingressi a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.

Programma e iscrizioni (a partire dall’8 aprile) sul sito del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Gli eventi guidati hanno disponibilità limitata e vi si può partecipare registrandosi online fino al 24 aprile.

L’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli:

«Il coinvolgimento diretto delle persone nella raccolta di dati sulla biodiversità rappresenta un’occasione preziosa per sensibilizzare e valorizzare il nostro patrimonio naturale. Il Museo Regionale di Scienze Naturali conferma così il proprio ruolo centrale nella promozione della cultura scientifica e ambientale.»

Marco Fino, Direttore del MRSN:

«Con la City Nature Challenge vogliamo coinvolgere tutti i cittadini curiosi di riscoprire la natura che ci circonda. Insieme ai nostri esperti impareremo a riconoscere le specie con cui conviviamo ogni giorno, spesso senza accorgercene.»

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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